Anno: 2007

Località: Follonica (GR)

Oggetto: Concorso per il restauro dell'area dell'Ex Ilva

Concorrenti: Arch. Prof. Giuseppe Chigiotti (capogruppo); Arch. Marco Del Francia; Arch. Barbara Catalani

Collaboratore: Riccardo Boccacci



Relazione tecnico-illustrativa.

L'inserimento di un progetto ampio che riguarda la sistemazione di ben due piazze pubbliche all'interno dell'area ex ilva è cosa assai complessa. Prima di tutto il progettista è costretto a confrontarsi con una permanenza storica di grande importanza per la città di Follonica, ma anche estremamente complicata per le vicende sociali, culturali e architettoniche che l'hanno vista protagonista in questi ultimi anni. Esiste un piano di recupero che cerca di riunire in un unico strumento di analisi tutte le possibilità di trasformazione di questo grande spazio urbano, e in questi ultimi venti anni sono state operate molte trasformazioni puntuali che ci hanno alla fine restituito uno spazio che rischiava di venire demolito. Sono stati appunto interventi puntuali attorno ad alcune certezze (la biblioteca comunale e la scuola media) che hanno permesso di recuperare e quindi restituire alla città alcuni edifici di grande valore architettonico ed artistico. La Fonderia n. 2 ad esempio è oggi un grande contenitore per spettacoli ed eventi, il Museo del Ferro (al momento ospitato in una piccola ala del forno san Ferdinando) ha appena concluso il lungo processo di un concorso di idee per la sua trasformazione in un grande centro di documentazione ed esposizione dei manufatti di ghisa; l'università, ospitata all'interno di una parte delle officine meccaniche è ormai una realtà molto ben sviluppata e organizzata; e poi ancora la scuola e il piccolo cinema-teatro all'aperto che richiama un grande pubblico durante le manifestazioni estive. Rispetto a quanto succedeva appena 15 ani fa, dove l'ex Ilva era davvero solo un mero parcheggio, oppure un luogo desolato per modeste passeggiate, Follonica scopre oggi una realtà dinamica che bene o male costringe tutti i cittadini ad attraversarla. Ora la grande scommessa: far diventare questo spazio un grande luogo di incontro e di scambio come succede all'interno di un vero e proprio centro urbano. E' importante, per avviare questo delicato processo, sviluppare una attenta analisi dello spazio urbano per verificarne la possibilità di una progettazione qualificata in senso sociologico e psicologico. Fondamentale secondo la nostra idea progettuale è l'interpretazione del luogo pubblico come luogo di incontro, di scambio e, fondamentalmente, di formazione culturale. Una delle funzioni specifiche dello spazio pubblico della città, infatti, è quello di permettere al cittadino di attivare in se stesso un processo di appropriazione delle dimensioni culturali locali, attraverso le quali maturare una crescita di consapevolezza e di civiltà. Oggi il centro urbano della città di Follonica è quello che si snoda intorno a Via Roma: unica via pedonale con attività direzionali e negozi, bar e piccoli spazi pubblici dove lasciar giocare i bambini. E' una arteria rettilinea che mette in diretta comunicazione la città con il mare e la grande piazza del popolo. Via Roma è luogo di sosta per gli anziani che da sempre si fermano sulle panchine sotto gli alberi a fare i loro piccoli comizi quotidiani; è il luogo dello 'struscio', dove intere generazioni di adolescenti sono passate, dove le famiglie si trovano a fare shopping e a passeggio con i bambini che sono liberi di muoversi senza pericoli intorno al monumento di Piazza Sivieri. Questa è la realtà del centro e quindi questa è la realtà che dovremo con il nostro progetto cercare di ricreare all'interno della nuova piazza pubblica all'interno dell'ex Ilva. Questo delicato processo non deve alcun modo cercare di sostituirsi ad una realtà così consolidata nelle abitudini di un popolo, ma bensì fornire un'alternativa garantendo tuttavia a questo pubblico il riconoscimento di icone familiari e di identità acquisite. Il progetto per le due piazze, così come richiesto dal bando di concorso, si prefigge di realizzare una idea innovativa che sia in grado di promuovere il recupero e la riqualificazione delle due aree in oggetto. Noi sappiamo che in futuro tutto il complesso sarà investito da un grande progetto di recupero che trasformerà la zona dell'attuale cinema all'aperto e della palestra in un grande parco e che questo godrà dell'enorme vantaggio di essere direttamente connesso con la città attraverso proprio quel cancello monumentale che una volta apriva sullo stabilimento. La città quindi potrà godere di uno spazio molto articolato per funzioni e attrazioni facilmente accessibile a piedi dalla vicina Via Roma. Ed è proprio secondo questa ottica che abbiamo pensato all'utilizzo che avverrà di questi due grandi spazi pubblici. Diversamente da quanto indicato nelle linee guida ci è sembrato opportuno operare una piccola trasformazione nella destinazione d'uso delle due piazze. Infatti da una attenta analisi funzionale e sociologica, ci è sembrato opportuno che la piazza dedicata agli spettacoli e alle grandi manifestazioni pubbliche venisse individuata nella Piazza del Mercato. Questo perché nell'accezione tradizionale di piazza è questa che risulta avere tutte le potenzialità per questo titolo. Rispetto alla piazza grande, la cui conformazione è molto più dispersiva e le cui dimensioni sono troppo grandi per poterla comprendere all'interno di un concetto quale quello di piazza, la piazza del mercato ha la conformazione giusta: è uno spazio concluso, dalla forma regolare e i cui profili sono disegnati dai più importanti edifici del complesso: la Fonderia n. 2, la Fonderia n. 1, i Forni delle Ringrane, e le casette di abitazione. Si prospetta così in maniera del tutto naturale uno scenario perfetto per le rappresentazioni di spettacoli e in particolar modo diventa di facile gestione l'accesso a questo teatro naturale avendo degli accessi obbligati che all'occorrenza saranno chiusi e sorvegliati durante gli spettacoli. La Piazza Grande invece rappresenta un grande luogo di incontro la cui conformazione risponde a diverse esigenze progettuali. Abbiamo così pensato che date le sue dimensioni - e soprattutto le sue diverse funzioni come luogo pubblico - fosse necessario analizzarla per porzioni. A ben guardarla infatti avrà un importante collegamento con il nuovo complesso del municipio, dovrà avere un collegamento diretto con la chiesa di San Leopoldo, saràluogodi richiamo per il grande museo del ferro e della ghisa, per la biblioteca e forse per quel teatro che si auspica verrà realizzato dentro lo spazio della fonderia n. 2. Come si può già vedere questo luogo sarà un concentrato di grandi attività tra loro anche molto diverse e pertanto abbiamo concepito per questo spazio un progetto più articolato. Non dobbiamo dimenticare un altro importantissimo aspetto, che vedrà protagonista la fonderia n. 1 per la quale è prevista la funzione commerciale. Questo è un aspetto assolutamente rilevante nell'analisi sociale dei flussi perché sappiamo quanto oggi l'attività commerciale sia trainante della vita di una città. Noi riteniamo che per questo edificio sidebba andare oltre il semplice mercato ortofrutticolo, pensando addirittura ad una galleria di negozi, perché soltanto con questo tipo di attività saremo in grado di garantire a tutto il complesso dell'ex ilva di vivere 24 ore su 24. Il motore commerciale è oggi un fenomeno di grande aggregazione sociale che serve da collante in tutte le altre funzioni culturali di una società, pertanto aver pensato di rendere così promiscuo questo luogo non può che essere la politica giusta. L'effetto psicologico che l'ambiente determina sul cittadino e le conseguenze che questo effetto esercita sui comportamenti è fattore essenziale. In questi ultimi anni ad esempio, si è verificato un fattore di trasformazione delle abitudini molto rilevante. Proprio all'interno di via Roma questo passaggio è avvenuto e ci sono voluti diversi anni prima che il fenomeno si assestasse. Infatti dopo più di vent'anni di presenza all'interno del centro urbano il grande magazzino della Coop è stato trasferito in un luogo più appropriato e interamente progettato per questa funzione. Ebbene questo trasferimento ha generato un grande sbandamento nelle abitudini cittadine e la stessa via Roma ha faticato molto a ritrovare la sua dimensione di luogo di aggregazione, tanto che rischiava di venire sostituita dal nuovo centro commerciale. Tutto questo all'interno di un edificio che non aveva alcuna caratteristica allettante dal punto di vista estetico e funzionale, in quanto concepito solo per far la spesa e non certo per soggiornarvi. Eppure le abitudini erano così radicate che molta attenzione e frequentazione del pubblico si era spostata in questo magazzino, lasciando il centro svuotato dalla normale frequentazione di pubblico. Questo semplice esempio solo per far capire quanto sia importante che la prima preoccupazione, nell'affrontare il problema dello spazio pubblico, sia , dunque, quella di garantire che le strutture costruite siano in grado di restituire un'identità a chi le esperisce; un'identità che si realizza attraverso la pratica culturale e la conoscenza della propria storia. Quella di Follonica è una realtà culturale molto recente, non è così radicata nella popolazione se non in pochissimi gruppi di individui. Molte generazioni sono di nuova acquisizione e solo in pochissime vantano un lungo trascorso in questa città. Quindiè importante cercare di collegare queste realtà così diverse che tra l'altro negli ultimi anni si stanno aprendo sempre di più alle nuove etnie. Ecco perché il processo di creazione di un nuovo luogo di incontro e aggregazione si pone in questo momento come una grande scommessa di creazione di un luogo che davvero appartenga a tutti gli abitanti, le nuove generazioni come quelle vecchie. Non dimentichiamo infatti che in passato la formazione di un luogo pubblico, e dei suoi monumenti avveniva con il diretto coinvolgimento di tutta la comunità con questo sistema si attivava un processo di appartenenza che riusciva a innescare un grande rispetto in tutta la città. Questo forse è quello che potrebbe avvenire oggi con un progetto come questo le cui premesse fondanti partono da tutte queste valutazioni.

LA PIAZZA GRANDE

"Si tratta di uno spazio di grande suggestione su cui prospettano tutti gli edifici monumentali interni all'area Ex-Ilva (Fonderia N.1, Fonderia N.2, Forno di San Ferdinando, Ospedaletto, Officina, Torre dell'Orologio, ecc.) ed esterni all'area (Chiesa di San Leopoldo)." Si tratta di un grande spazio centrale nel complesso dell'ex Ilva la cui funzione principale dovrà essere proprio quello di 'ricucitura' tra l'ex stabilimento e la città. Questo delicato processo verrà innescato grazie al prolungamento del viale alberato che caratterizza l'attuale piazza della Chiesa di San Leopoldo. Proseguendo le linee direttrici che connotano questo spazio sino quasi alla Biblioteca comunale, si viene a creare un grande asse di collegamento tra la torre dell'orologio e la Chiesa stessa. Sarà inoltre grazie a questo profondo taglio che verrà stabilità una profonda connessione tra i due spazi, eliminando una porzione di muro magonale per far sì l'intervento abbia il respiro necessario e soprattutto per permettere al tessuto urbano di connettersi con quello interno dell'ex stabilimento. Sarà proprio questo elemento a costituire quella 'ricomposizione nella parte sud-ovest e nord est' che viene espressamente richiesta dal bando di gara. Tali ricuciture avvengono quindi all'interno delle Aree Pertinenziali per gli edifici destinati ad attrezzature pubbliche, e permetteranno a questo spazio pubblico di divenire la grande piazza storica della città, con la possibilità che al suo interno avvengano grandi manifestazioni pubbliche. Sarà realizzato un passaggio sotto il livello stradale, per consentire il normale flusso automobilistico, dato che nella zona non ci sono grosse vie di percorrenza alternative (al momento). Due grandi aree verdi a prato accompagneranno quindi questa direttrice, evidenziata con uno stretto percorso d'acqua che, quasi senza soluzione di continuità, rimarcherà il collegamento ideale tra le due torri (campanile e torre dell'orologio). Su questo asse si innestano, come detto, alberature a basso fusto, per non compromettere le relazioni visuali con gli edifici, e verranno sistemate panchine e lampioni in ghisa, sul modello di quelli esistenti prodotti nello stabilimento. Su questo nuovo percorso si apriranno inoltre due altri importanti episodi: il muro che delimita lo spazio del municipio, e la piccola piazzetta intorno all'edificio storico indicato come 'ospedaletto'. Il muro è stato per noi un interessante tema progettuale, sia per le notevoli dimensioni che occupa sia proprio per il valore simbolico che andava a rivestire in questo preciso contesto. Si tratta infatti di un lungo tratto di struttura che separerà la piazza pubblica con il complesso del nuovo municipio. Sarà limite e filtro allo stesso tempo, dovrà essere concepito come una specie di grande portale di passaggio tra quelle che sono le attività governative della città e la città stessa. Questo lo carica di significati ma anche lo caratterizzerà come una grande icona riconoscibile nel nuovo tessuto urbano. Per questo si è pensato ad una struttura che consenta non solo l'attraversamento ma anche la salita, una sosta: una promenade architettonica insomma, percepibile come un moderno baluardo dal quale poter godere anche di una vista privilegiata. Per facilitarne la contestualizzazione ed essere "accettata" al tempo stesso come fosse un elemento autoctono, la struttura è stata concepita – nella parte che affaccia sulla piazza - con un rivestimento in corten (acciaio arrugginito) che richiama i caratteri industriali e metallurgici del sito. Nel prospetto che guarda verso gli edifici del Comune e - dunque - verso la città, sarà invece rivestito di materiale lapideo (travertino), più consono alla realtà estetica urbana. Nella parte terminale del muro si colloca l'ascensore, "ingabbiato" in un altro elemento icona dell'ex fabbrica: l'alto traliccio metallico - qui ricostruito – che rappresentava un segno inconfutabile, rintracciabile ancora oggi nei disegni del Cicalini e nelle foto d'epoca. Al piano terra sono individuati due box commerciali (edicola e bar) e servizi igienici pubblici, indispensa ili per un'area di affluenza pubblica così vasta. Nello spazio antistante il muro in corten, una piccola piazza di forma triangolare permetterà la sistemazione di tavolini e sedie all'aperto. Uno spazio quasi intimo, dove poter rilassarsi, bere un caffè, leggere il giornale,…Tutti servizi che contribuiranno a rendere la struttura (e lo spazio ad essa collegata) "viva e partecipata" da parte dei cittadini. Questo manufatto ha inoltre il grande vantaggio di affacciarsi proprio sulla parte centrale dell'Ambito di intervento e quindi, dell'intero ex-stabilimento, per cui si ritiene che sarà dotato di grande suggestione. Divenendo questa la piazza centrale di Follonica su cui prospettano gli edifici pubblici più significativi: Il Municipio, la Chiesa di San Leopoldo, l'Ospedaletto, la Fonderia N.2 , laFonderia N.1, la Torre dell'Acqua, il Forno di San Ferdinando (museo del ferro),l'Officina (biblioteca pubblica), la Torre dell'Orologio, ecc., ecco che la progettazione del grande spazio aperto deve quindi garantire il sistema di relazioni visive fra i grandi edifici pubblici che delimitano il proprio spazio. A tal fine, sostenendo la teoria espressa nel bando per cui :' saranno limitate le sistemazioni a verde con alberi di alto fusto, le alberature esistenti (specialmente quelle in corrispondenza con i Canali sotterranei) saranno rimosse', abbiamo pensato di contenere tutte le alberature entro il percorso che segna l'asse chiesa-torre dell'orologio, e alla piccola piazzetta antistante l'ospedaletto.

LA PICCOLA PIAZZA DELLA MUSICA

La piccola piazza della musica, invece sorgerà proprio di fronte all'edificio indicato come 'ospedaletto'. Da una nostra analisi delle attività culturali che già esistono all'interno dell'area ex Ilva e valutando quelle che probabilmente vi verranno collocate ci è sembrato che mancasse un luogo dedicato esclusivamente alla musica. La città di Follonica ha un'importante tradizione musicale sia legata alla banda ma soprattutto alla scuola di musica che attualmente trova spazio in località di fortuna. Crediamo allora che un edificio strutturato come questo potrebbe essere perfetto per ospitare una piccola accademia della musica con aule prove, un piccolo auditorium e locali necessari per il migliore svolgimento di questa attività. Portando la scuola di musica con tutte le attività ad essa collegate all'interno dell'area ex Ilva pensiamo che il quadro culturale delle attività possa ritenersi concluso. Infatti con il grande centro documentazione e museo del ferro nel forno san Ferdinando, con la biblioteca ludoteca pubblica, e con il teatro nella fonderia n.2, si viene così a creare un polo culturale davvero completo, a nostro avviso importante per attrarre le più diverse professionalità. Intorno a questo edificio abbiamo pensato di strutturare uno spazio raccolto la cui conformazione ricordasse la classica tipologia delle piazze follonichesi. Come già accennato in apertura crediamo che sia indispensabile nel disegno della città andare a ricercare un dialogo con le icone che il pubblico conosce, e qui la piazza quadrata circondata ai quattro lati da alberi è una forma molto rassicurante e ormai conosciuta a tutta la cittadinanza. Sia la piazza Sivieri che quella Vittorio Veneto hanno una conformazione classica: forma regolare, piante sui lati della piazza e monumento centrale. Così anche in questo caso abbiamo pensato che un elemento centrale di arredo potesse essere collocato al centro, e quindi data la vicinanza con la scuola di musica si è deciso per un piccolo gazebo rialzato per piccoli concerti e manifestazioni. Un palchetto, insomma dove poter far suonare la banda o le piccole orchestre, sistemato al centro di questa nuova piazza. Per favorire le relazioni visive tra gli edifici pubblici presenti in questa grande area, e per una loro più efficace valorizzazione, la piazza della musica è pensata di tre gradini ribassata (circa 40 cm) rispetto al piano dell'ospedaletto. Sul lato esterno, nella piazza allungata individuata accanto al viale d'ingresso, abbiamo previsto un intervento artistico ad hoc: un piazzale secondario dove saranno sistemate delle sculture gioco sonore, dove bambini e adulti potranno divertirsi nell'esercizio della musica oppure sedervi sopra come normali panchine, con lo scopo di coniugare l'arte della musica con quella visiva. Insomma questo piccolo grande spazio sarà interamente dedicato alla musica e a tutte le sue possibili forme di espressione. Saranno utilizzati materiali differenti per le diverse aree ricreative in modo che ci sia anche una forte connotazione tra la funzione e la materia che andrà a rappresentarla. Per concludere un alto muro d'erba funzionerà da elemento separatore con il lato della fonderia n.1, dove saranno sistemati i servizi per il carico e lo scarico del futuro centro commerciale. Un grande muro verde anche questo come elemento di forte riconoscimento dato che buona parte delle mura che circondano l'ex ilva sono ormai preda di vegetazione spontanea. A questo punto si aprirà davanti a noi un nuovo spazio pavimentato che occuperà tutta la parte centrale della piazza grande. Sarà quel luogo di connessione tra i vari episodi di cui abbiamo già ampiamente parlato: il lungo asse che collega la chiesa con la torre dell'orologio, il muro attrezzato in corten, la piazza della musica, il parco urbano che arriverà a lambire i confini della biblioteca e del museo. Per noi risulta molto importante rimarcare questo aspetto degli 'episodi' progettuali che al momento della progettazione definitiva saranno ciascuno oggetto di accurata sistemazione sia botanica che materica. Al momento ci interessa individuare questi elementi affinché tutta la progettazione globale sia permeata da questo spirito di progettazione per 'episodi'. Sarà proprio attraverso questi singoli luoghi che l'identità e la storia dialogheranno, ci saranno 'nodi' della percezione spaziale in cui verranno collocati dei segni, dei punti di riferimento e di attrazione che costituiscono richiami ottici. Giunti a questi si percepiranno più lontano ulteriori punti di richiamo che formano un dialogo, un percorso visivo obbligato, una sorta di "visita guidata". Sono segni che possiamo ritrovare sia in alzato che a livello di pavimentazione. Mai casuali e assolutamente relazionati al luogo in cui si collocano. Tali segni infatti sono richiami alla memoria storica. I vecchi tracciati delle vie ferrate, ad esempio, con un'operazione di risemantizzazione, sono stati ripresi per individuare i percorsi ciclabili. Un tracciato della gora sotterranea è stato invece "riportato" simbolicamente in superficie, disegnando delle vasche d'acqua che - ripercorrendo l'andamento della gora - individuano un elemento di richiamo e di arredo urbano. Nella progettazione della Piazza Grande abbiamo tenuto conto dei valori relazionali fra gli edifici storici, garantendo - come detto in apertura - il sistema di relazioni visive fra questi e cercando di ricomporre le ricuciture nella parte sud-ovest e nord-est. Le sistemazioni a verde sono limitate e funzionali; abbiamo eliminato le alberature esistenti lasciando un piccolo polmone verde tra l'attuale scuola e la biblioteca, laddove un percorso di pini delimita l'area del futuro parco urbano.

LA PIAZZA DEL MERCATO

"Si tratta di uno spazio su cui prospettano le grandi fonderie granducali, i forni delle ringrane e una serie di piccoli manufatti edilizi. Lo spazio è di grande suggestione, gli edifici di grande valore architettonico ed archeologico-industriale. In questo Ambito sono concentrate dal Piano di Recupero, le funzioni commerciali ed artigianali da localizzare nel complesso ex-Ilva, assieme ad alcune importanti funzioni per la cultura." Come già accennato in apertura è stata proprio questa descrizione che ci ha portato alla scelta di individuare questo spazio come quello naturale per gli spettacoli musicali e teatrali. La conformazione di questa piazza naturale fa sì che gli edifici possano funzionare da quinte e il grande parterre centrale da platea. La nostra progettazione prevede di orientare il pubblico verso i forni delle Ringrane, ovvero far sì che questi facciano da fondale. Per fare questo abbiamo pensato alla creazione di due quote distinte: la prima, intorno agli edifici di pregio e quindi al futuro 'palcoscenico' delle Ringrane, si troverà su quella che è la quota attuale, mentre il resto della piazza verrà leggermente abbassato per ospitare il pubblico e l'arredo che abbiamo concepito per questo luogo. Ritenendo indispensabile pensare ad una piazza molto versatile è stato concepito un progetto di arredo urbano su binari, ovvero del tipo mobile. Saranno grandi piattaforme in legno sistemate lungo le direttrici di binari che segneranno il disegno della pavimentazione e che all'occorrenza potranno essere sistemate di fronte ai forni delle Ringrane, in modo da diventare una unica piattaforma di spettacolo. Nelle occasioni quotidiane invece saranno comode sedute per il pubblico passante consentendo comunque lo spostamento secondo le necessità e i bisogni della piazza. Questa idea nasce dalla riflessione che questo spazio possa diventare, anche nei giorni comuni, un luogo dove il cittadino possa sentirsi protagonista: protagonista di cambiare l'aspetto della propria piazza, protagonista di uno spettacolo per cui la seduta diventi palcoscenico individuale, insomma un luogo in movimento dotato di grandi capacità di trasformazione. Su questa piazza infatti si affacceranno importanti attività, prima fra tutte quella del teatro, e sicuramente in seguito molto sarà progettato per le attuali case popolari poste lungo il muro magonale. Auspicando una trasformazione che veda al loro interno locali, ristoranti etnici e magari piccole attività artigianali, è chiaro che tutta la piazza risentirà di questo forte fenomeno aggregativo e quindi abbiamo pensato ad un luogo dove gli abitanti possano esercitare e mostrare i propri talenti, esibirsi, farsi notare dai passanti. A partire da questa funzione individuale la piazza può essere completata da azioni collettive con feste e cortei per diventare un luogo di spettacolo in cui si può dare spazio ad eventi e accogliere manifestazioni pubbliche di ogni genere. Per questo la divisione degli spazi è stata prevista in modo conseguente ma anche come possibilità di reagire all'improvvisazione dinamica della vita collettiva e al ciclo del tempo. Una pavimentazione in travertino e pietra serena, con un andamento a riquadri che ha come direttrici le linee di fuga della piazza stessa, ridefinisce l'intero spazio interno. L'incrocio di queste lineeè rimarcato da punti luce a terra che suggeriscono anche di sera gradevoli effetti geometrici e di illuminazione. Il vecchio tracciato ferroviario usato come pista ciclabile nella piazza grande, prosegue anche qui il suo percorso, conducendo sia agli attuali edifici dell'università sia all'ingresso/uscita su via Cavallotti. Il tema dei binari, come anticipato, è stato comunque ripreso per un gioco contemporaneo e funzionale alla piazza. Abbiamo infatti posizionato 8 tracciati centrali, paralleli tra loro, che disegnano una ideale stazione termini. Su questi binari scorrono i carrelli (attrezzati anche con frangisole) che flessibilmente possono assurgere come già detto a funzione di sedute e, in occasione degli spettacoli, riuniti in un unico blocco compatto per allargare il "palco". Sul lato degli ex alloggi e della fonderia n.1 sono sistemati degli elementi modulari in ferro e legno, con una duplice funzione: tenuti chiusi divengono uno schermo, comunque filtrante, che permette di "isolare" durante gli spettacoli le attività svolte adiacenti agli edifici commerciali e artigianali; tenuti aperti consentono di ombreggiare, come dei brise-soleil, i banchi che possono essere allestiti per fiere artigianali temporanee oppure i tavoli dei ristoranti prospicienti la piazza, oppure, infine per chi vuole sostare sui gradoni. L'acciaio, la pietra, l'acqua, le resine sintetiche, la gomma che assorbono in modo differente i ritmi e il passo dei cittadini, tengono anche conto dell'elemento tattile degli utenti. La piazza è un luogo a disposizione del pubblico per presentare come su un palcoscenico il teatro della vita individuale o collettiva di una comunità. Riteniamo infatti che per attivare questo importante processo sia indispensabile considerare il rapporto tra corpo e materia. L'identità, non dimentichiamolo, si attua attraverso la cultura, ma anche attraverso lo sviluppo dei sensi, e per sviluppare i sensi è necessario un allenamento continuo. I sensi hanno bisogno di essere continuamente occupati, vitalizzanti e noi crediamo che la scelta di un luogo così articolato, fatto di elementi materici diversi, che si spostano, che creano ombra ma anche no, che ci danno angoli di verde, possa assurgere a nuovo centro vitale della città.