Anno: 2009

Località: San Pietro Viminario (PD)

Oggetto: Realizzazione di un centro scolastico sportivo

Concorrenti: Giuseppe Chigiotti S.r.l. (capogruppo); Arch. Luanassunta Barbato; Ing. Francesco Giusti; Ing. Manuel Gori; Ing. Simone Arrigucci

Collaboratori: Riccardo Boccacci; Arch. Monica Boldrin


Il progetto per il polo scolastico vuol essere l’occasione per una ridefinizione della parte centrale di San Pietro Viminario, con l’intenzione di conferire identità di collegamento tra il capoluogo comunale e la sua frazione di Vanzo. Attualmente il paese si sviluppa lungo l’incrocio stradale definito dalla via Roma e la Strada Provinciale n. 14. Negli anni il tessuto urbano si è formato seguendo una maglia ortogonale che ha come riferimento proprio questa Strada Provinciale. Guardando a quanto viene disegnato dall’assetto definito dal Piano Regolatore Comunale si può prevedere che la frazione di Vanzo si unirà a San Pietro Viminario, andando a costituire un’unica entità urbana. Attualmente il centro di San Pietro Viminario è definito dallo slargo creato dall’incrocio della Via Roma con la Strada Provinciale n. 14, dove vicino si trovano gli edifici delle scuole e della chiesa. Lo stesso centro di Vanzo ha una morfologia simile, perché definito dall’incrocio delle vie Ronchi e Marconi (che in realtà è la Strada Provinciale n. 14). I due paesi andranno ad unirsi attraverso la dilatazione e ripetizione della maglia urbana, senza però avere un qualunque elemento di qualificazione del disegno urbano che possa individuare un nuovo centro.

Criteri di progetto.

Il progetto è impostato in modo tale che l’intervento previsto debba costituire l’elemento di congiunzione tra Vanzo e San Pietro Viminario, dando così origine ad una nuova realtà urbana che nasce dall’unione dei due paesi e che viene così a configurarsi come il nuovo centro di aggregazione della nuova comunità. Rifacendosi alla situazione attuale dove gli spazi di coagulo sociale e urbano sono intorno alla scuola, anche nella nostra ipotesi di progetto il polo scolastico in previsione è l’elemento di definizione del nuovo centro, anche per il fatto di essere collocato tra le aree residenziali e nell’immediata vicinanza dell’area sportiva già esistente. Se operativamente il nostro intervento è circoscritto all’interno dell’area predeterminata dai termini del concorso, come segno urbano si estende oltre questi limiti, prolungandosi, da un lato, verso l’area caratterizzata dalla presenza di attività sportive e, dall’altro (oltre via Volta), verso quella destinata a verde pubblico di progetto. Questa scelta e stata fatta per rafforzare ancor più l’idea del collegamento tra Vanzo e San Pietro Viminario. Guardando a ciò che caratterizza e qualifica il paesaggio attorno, si deve ammettere che pochi sono gli elementi caratterizzanti e di qualificazione tranne la Villa Giustiniani a Vanzo, con l’asse prospettico del giardino definito da filari di alberi, l’appezzamento di terreno lungo la via che porta dalla Strada Provinciale a casa Fontolani piantumato ad alberi ad alto fusto e le collina di Monselice. Non si può non tener conto della morfologia edilizia, molto gracile, che caratterizza il tessuto urbano, costituito da manufatti edilizi di poca qualità, tranne l’edificio della scuola che si distingue per gli elementi decorativi in cotto più scuro. Proprio perché dobbiamo operare su un tessuto urbano non particolarmente qualificato e caratterizzato, abbiamo scelto di intervenire con un’ipotesi di progetto che si propone di essere un elemento di ricucitura, sia attraverso l’adempimento delle funzioni previste dal concorso che attraverso la proposizione di una serie di edifici da destinare a scuole di vario livello che, per morfologia, facciano riferimento ai valori emergenti del paesaggio circostante. Così i criteri scelti per operare sono stati quelli di un intervento che non fosse estraneo al tessuto esistente, ma che ne riproponesse una sua ricucitura attraverso la messa in rapporto delle varie aree circostanti. Il nostro progetto per l’area di concorso, si integra nella maglia urbana esistente, proponendo un disegno incentrato su un asse che, parallelo alla Strada Provinciale n. 14, svolge funzione di collegamento tra la zona sportiva ubicata a Nord e l’area destinata a verde pubblico di progetto sita a Sud. Questo asse regolatore viene intersecato ortogonalmente da due percorsi paralleli alla Via Volta, nell’intenzione di riproporre l’ortogonalità della maglia urbana esistente. Un asse è costituito dal percorso che collega la palestra e l’edificio della scuola primaria e secondaria di primo grado alla Strada Provinciale n. 14, mentre l’altro è costituito dal percorso pedonale e pista ciclabile che collega la zona residenziale prevista a Est dell’area di progetto con la Strada Provinciale n. 14. Un altro elemento di integrazione è l’uso del verde che proponiamo nel nostro progetto anche come elemento caratterizzante nella configurazione degli edifici. Questi, con la loro copertura a verde che fa riferimento alle colline circostanti, creano una continuità con la zona destinata a verde pubblico attrezzato prevista verso Vanzo. Gli edifici scolastici e la palestra costituiscono, oltre a elemento di qualificazione urbana, naturalmente uno strumento di coagulo sociale proprio per le loro funzioni specifiche, andando a definire, per la loro posizione, uno spazio che si configura adatto per essere luogo di aggregazione per le molte attività urbane che vi possono essere ospitate. Nella nostra idea che questo intervento non risultasse estraneo, per la sua configurazione, al contesto del paesaggio circostante e al disegno urbano consolidato, ci siamo riferiti a quegli elementi paesaggistici esistenti e qualificanti del territorio come la collina di Monselice e l’asse prospettico del giardino Giustiniani.

Criteri progettuali per un’architettura sostenibile degli edifici scolastici.

Partendo da uno studio del contesto territoriale, rilevatone il suo carattere prevalentemente rurale, l’idea guida del progetto per gli edifici da destinare alle funzioni scolastiche è stata quella di cercare il principio ispiratore del progetto nei valori ambientali e paesaggistici del luogo. Gli edifici destinati alle attività scolastiche (scuola primaria e secondaria di primo grado, scuola per l’infanzia) sono pensati come colline, rilievi artificiali che ridisegnano i contorni del paesaggio. La collina come elemento generatore del progetto diventa anche scelta fondante per l’adozione di soluzioni costruttive finalizzate non solo alla riduzione dei consumi energetici globali ma anche alla creazione di un ambiente confortevole e sano. Per ottenere una maggiore efficienza energetica ed un adeguato confort degli edifici scolastici viene ipotizzata l’adozione di tecniche costruttive e scelte progettuali in grado di controllare i seguenti aspetti:

il contenimento delle dispersioni termiche nel periodo invernale attraverso la realizzazione di un buon isolamento termico sia per le parti opache che per quelle trasparenti dell’edificio; l’innalzamento dell’inerzia termica dell’edificio al fine di ridurre, nel periodo estivo, la sua capacità di assorbire calore dall’esterno per irraggiamento; studio dell’orientamento degli ambienti, predilezione per l’apertura di superfici vetrate verso Sud, questo per ottimizzare l’apporto di calore derivante dall’irraggiamento solare nel periodo invernale; al contempo schermatura delle superfici trasparenti prospettanti a Sud attraverso elementi frangisole per modulare l’ingresso della luce solare negli ambienti ed evitare per gli stessi un eccessivo surriscaldamento; attenta progettazione del verde attraverso cui è possibile creare condizioni di microclima ottimali per gli spazi esterni all’edificio e contemporaneamente ottenere il raggiungimento di un adeguato confort termo-igrometrico per gli ambienti interni allo stesso. In questa direzione, la scelta di realizzare edifici che, come colline, prendono forma, ha rivelato sin da principio non solo importanti valenze dal punto di vista ambientale, ma anche notevoli potenzialità nella direzione di una progettazione sostenibile. La collina che dapprima è parete esterna dell’edificio e poi copertura dello stesso, consente infatti di ottenere un buon livello di termoregolazione dell’organismo edilizio grazie alle caratteristiche fisiche del terreno. Il ruolo di quest’ultimo è quello di aumentare l’inerzia termica dell’edificio, facendosi collina e costituendosi in buona parte come involucro esterno; sempre con riferimento alla progettazione del verde, di rilievo è la scelta delle specie arboree da utilizzare, sempre al fine dell’ottenimento di un adeguato microclima esterno e di un buon confort degli ambienti costruiti. Si preferisce l’utilizzo di alberi del tipo a foglia caduca, questo per favorire nel periodo invernale il riscaldamento dell’edificio attraverso l’irraggiamento solare. Le stesse specie arboree, potranno, secondo il loro ciclo vegetativo, nel periodo che va da Marzo -Aprile a Ottobre, impedire un eccessivo surriscaldamento dell’edificio in particolarmente per gli ambienti esposti a Sud, Sud - Ovest; ottimizzazione dell’utilizzo dell’acqua attraverso la raccolta di quella piovana proveniente dalle coperture, ove possibile, convogliandola in cisterne interrate. L’acqua così approvvigionata potrà essere utilizzata per l’irrigazione delle aree adibite a verde. Queste sono le linee guida che hanno determinato le scelte progettuali per gli edifici scolastici dei quali si descrive di seguito il carattere architettonico e l’organizzazione funzionale.

L’edificio per la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado.

La scuola primaria e quella secondaria di primo grado sono progettate all’interno di un unico edificio. Questo è pensato come incastonato all’interno di una collina che si apre a Sud, Sud - Ovest, con un fronte totalmente vetrato mentre a Nord, Nord - Est presenta un profilo più chiuso. Unica eccezione a questa regola è quella delle aule interciclo della scuola elementare, ubicate al piano terra, le cui ampie vetrate sono rivolte a Nord - Est. L’organismo edilizio si attesta sull’asse pedonale di progetto che ha un orientamento Nord-Est, Sud-Ovest e che attraversando tutta l’area assolve il compito di connettere tra loro i vari edifici previsti. Partendo da questo asse pedonale, conduce all’ingresso dell’edificio una pensilina che, con orientamento ortogonale a quello dell’asse si prolunga oltre quest’ultimo, sino a giungere in prossimità del parcheggio di progetto disposto lungo la Via Marconi (Strada Provinciale 14).

I due livelli su cui si organizza l’organismo edilizio sono:

al piano terra, posto a quota + 0.40 m rispetto al piano di campagna si trova la scuola primaria; al piano primo si trova la scuola secondaria di primo grado. L’ingresso all’edificio è costituito da un atrio a doppia altezza che oltre a svolgere funzione di spazio di aggregazione, organizza i vari nuclei funzionali della scuola. Dall’atrio, infatti, si accede alla piccola biblioteca (mq 68), alla sala mensa (mq 269) e a due aule per le attività integrative (una per la scuola primaria e una per la scuola secondaria di primo grado). Questi spazi che, per la loro natura più collettiva, richiedono altezze di piano diverse e soluzioni d'illuminazione appropriate al loro utilizzo, sono pensati tutti all’interno di un unico volume, quello dell’atrio d'ingresso. Mentre l’atrio e la mensa ricevono luce attraverso la grande vetrata a doppia altezza rivolta a Sud, la biblioteca e le aule per le attività integrative e parascolastiche sono pensate con un tipo d'illuminazione zenitale ottenuta attraverso l’apertura di lucernari in copertura . Per schermare l’ingresso della luce nella sala mensa e nell’atrio, la vetrata a doppia altezza è dotata di un elemento frangisole che all’esterno, nella composizione della facciata, qualifica il prospetto del volume di testa dell'edificio. Dall’atrio, che diventa come un fulcro, si accede inoltre agli spazi delle attività didattiche della scuola primaria, ubicati al piano terra e agli spazi delle attività didattiche della scuola secondaria di primo grado, ubicati al piano primo. Una scala a rampa unica, illuminata dall’alto attraverso un lucernario, dall’atrio conduce direttamente al piano primo. Gli spazi per le attività didattiche, sia per la scuola primaria che per la scuola secondaria di primo grado, si dispongono secondo una sequenza lineare, in successione: le aule sono contigue una all’altra, fatto questo determinato dalla volontà di dare al maggior numero possibile di queste un orientamento rivolto verso Sud, Sud - Ovest. Piccoli cavedii vetrati e apribili (2,70 m x 6,00 m, oppure 2,70 m x 4,50 m), come pozzi di luce, illuminano di luce naturale i corridoi di distribuzione alle attività didattiche delle due scuole. In corrispondenza di questi elementi architettonici, il corridoio acquista un andamento più articolato e quindi idoneo a svolgere funzione di spazio di sosta e aggregazione oltre che di distribuzione.

La scuola per l’infanzia.

Analogamente all’edificio adibito a scuola primaria e secondaria di primo grado, l’edificio della scuola per l’infanzia è pensato come una collina. La logica distributiva di questo organismo edilizio riprende quella della linearità e sequenzialità degli spazi. Si accede alla scuola attraverso un piccolo atrio di ingresso baricentrico all’edificio, illuminato oltre che dall’ampia vetrata in corrispondenza della parete di ingresso anche da tagli di luce sul lato opposto. Tagli di luce che sono anche passaggi verso l’esterno dell’edificio e che pongono in relazione il suo interno con l’ambiente circostante. Il ruolo baricentrico dell’ingresso consente di distribuire le varie attività secondo una regola che gioca sul diverso posizionamento del principale percorso di distribuzione alle sezioni: questo infatti, mentre per una metà dell’edificio, quella a Nord dell’ingresso, lambisce il perimetro Nord - Est della collina, nella metà a Sud dell’ingresso, corre lungo il perimetro Sud - Ovest della stessa. Si ottiene così una condizione di esposizione delle unità didattiche diversificata e una maggiore dinamicità distributiva. Nello specifico, tre delle sezioni, a Nord dell’atrio di ingresso, vengono orientate con le pareti finestrate rivolte a Sud. Le rimanenti tre sezioni, quelle a Sud dell’atrio di ingresso della scuola, prendono luce da Est attraverso ampie vetrate che forano la collina. Per tutte le sezioni, sia quelle orientate a Sud che quelle orientate a Est è garantita una relazione con gli spazi verdi esterni di pertinenza della scuola e, anche quando questa relazione è mediata da un percorso di distribuzione interna, l’utilizzo di pareti vetrate interne all’edifico permette di instaurare un rapporto visivo e funzionale tra interno ed esterno. L’unità pedagogica, la sezione, è organizzata in modo tale da godere di una propria autonomia per ciascuna delle attività che in essa si svolgono. All’ingresso di ogni sezione è previsto un ampio spazio adibito alle attività pratiche e nel quale è posizionato anche un piccolo deposito. Da questo spazio si accede alla zona delle attività ordinate. Proprio per questo carattere di autonomia funzionale di ciascuna sezione ognuna di queste viene dotata di un proprio ambiente per le attività libere, direttamente accessibile dall’interno della sezione. Questo, come quello delle attività ordinate, è messo in relazione con gli spazi esterni di pertinenza della scuola . Per quanto concerne il consumo dei pasti , anziché dotare l’edificio di una mensa comune si è preferito prevedere che questo avvenga all’interno di ciascuna sezione , soluzione avvallata dal fatto che per la scuola verrà utilizzato un servizio di catering. A questo fine, nella parte dell’edificio più a Nord, in prossimità del percorso carrabile che dal parcheggio lungo la Via Marconi giunge in corrispondenza della scuola, viene previsto un locale per la predisposizione dei pasti che arrivano già pronti. Le aree esterne di pertinenza della scuola per l’infanzia sono delimitate, verso il centro della piazza di progetto, da una dolce collina che, come un argine, le contiene e le protegge da possibili introspezioni. La stessa collina che definisce il limite degli spazi esterni della scuola per l’infanzia, sul lato opposto diventa gradonata per ospitare gli spettatori in occasione di pubblici spettacoli. Le tre colline, quella della scuola primaria e secondaria di primo grado, della scuola per l’infanzia e quella dell’argine che verso la piazza pubblica diventa gradonata per il pubblico, formano, insieme, un sistema fortemente caratterizzato dalla presenza del verde, dove gli ambienti interni sono posti in stretta relazione con gli spazi esterni. Insieme, i tre rilievi artificiali, secondo un disegno che degrada dolcemente verso l’interno dell’area di progetto, creano un gioco di relazioni e di reciproci rimandi visivi permettendo al contempo di delimitare, per ciascuna funzione, gli spazi di pertinenza.

La palestra.

La palestra si attesta lungo l’asse pedonale parallelo alla Via Marconi e che attraversa l’area da Nord - Est a Sud - Ovest. Il volume dell’edificio ricerca i suoi allineamenti ponendosi in duplice relazione rispetto agli edifici scolastici e allo spazio pubblico della piazza di progetto. Duplice è infatti la funzione della palestra dovendo servire sia le scuole (in particolare la scuola primaria e secondaria di primo grado) sia avere una funzione a scala urbana. L’accesso all’edificio, per gli utenti della palestra, è posto quindi in stretta relazione a quello della scuola primaria e secondaria di primo grado, collocandosi in adiacenza ai percorsi che conducono a questa. Dalla quota del piano di campagna si accede all’atrio di ingresso utenti posto sul lato Nord dell’edificio: uno spazio vetrato all’interno del quale una rampa (con pendenza massima dell’8% secondo la normativa sull’accessibilità degli spazi pubblici e collettivi) e una scala, conducono al piano seminterrato dell’edificio. Questo, ubicato ad una quota di -1.50 m, accoglie tutti gli spazi di servizio della palestra quali spogliatoi utenti e insegnanti, ufficio di accoglienza, locale visita medica, depositi per l’attrezzatura della palestra. Alla quota +2.00 m rispetto al piano di campagna , si imposta una parte più pubblica dell’edificio, accessibile sia dal parcheggio posto in adiacenza della Via Marconi sia dalla piazza di progetto. Uno spazio esterno alla palestra, rialzato a quota +2.00 m, media il rapporto tra il volume di questa e gli spazi pubblici di progetto quali la piazza e il belvedere. In corrispondenza di questo spazio rialzato, che svolge anche funzione di basamento, si colloca l’accesso pubblico all’edificio della palestra costituito da un atrio vetrato che oltre ad accogliere i sistemi di collegamento verticale dell’edificio quali scala ed ascensore e i servizi igienici per il pubblico, è caratterizzato dalla presenza di una caffetteria e spazio di ristoro. La palestra è dotata di una tribuna per un massimo di 112 posti a sedere, accessibile dalla quota +2.00 m dell’atrio di ingresso. All’interno dell’edificio, svolge funzione unificante dei due livelli posti l’uno a quota -1.50 m e l’altro a quota +2.00 m, il volume della palestra vera e propria, quello dedicato all’attività sportiva. Per questo spazio la copertura è pensata come un elemento che non sia solo qualificante dal punto di vista formale e funzionale, ma che sia anche ispirata a principi di eco sostenibilità. Alla necessità di creare una copertura che compositivamente potesse raccordare il volume della palestra alle linee morbide degli edifici scolastici ha fatto seguito la scelta di realizzare una elemento di chiusura orizzontale dalla forma fluida ed aerea che, coprendo la palestra arrivasse a formare un importante aggetto in corrispondenza del percorso pedonale di progetto parallelo alla Via Marconi. La copertura, rivestita in materiale metallico, grazie all’interposizione di un’ intercapedine d’aria al suo interno, è pensata come ventilata, scelta questa che contribuisce a favorire il raffrescamento passivo dell’edificio. Nella superficie di estradosso della copertura viene ipotizzato il posizionamento di pannelli fotovoltaici funzionali a coprire il fabbisogno energetico dell’edificio. Per la natura stessa della copertura è stato possibile prevedere anche una raccolta dell’acqua piovana proveniente da questa, che convogliata in cisterne interrate, servirà all’irrigazione delle aree verdi di progetto.