Anno: 2012

Località: Spinea (VE)

Oggetto: Concorso di idee per la riqualificazione urbanistica dell'area di Piazza Marconi e Piazza Fermi

Concorrenti: Giuseppe Chigiotti S.r.l. (capogruppo); Arch. Luanassunta Barbato; Arch. Monica Bancalà


Relazione tecnico-descrittiva.

L'area oggetto del concorso, della quale si prevede la riqualificazione, è individuata nello spazio compreso tra Piazza Fermi e Piazza Marconi, nella Città di Spinea (VE): uno spazio caratterizzato da una forte contrapposizione visiva dettata dal vivido contrasto tra un contesto urbano di medio interesse, e una spiccata valenza architettonica segnata dalla presenza di alcuni edifici di pregio (come la Villa del Majno e la Barchessa). Come è infatti possibile osservare dalle foto aeree, l'area presenta il suo punto debole in una organizzazione urbanistica poco equilibrata: l'impianto originario del complesso della classica villa veneta è ormai indistinguibile, la struttura principale è "soffocata" tra il parcheggio di Piazza Fermi (comparto C) e lo spazio costruito del comparto B, che rappresenta una quinta muraria lesiva dell'immagine originaria della villa, che traeva forza dal modello planimetrico giocato nello sviluppo dei giardini e degli edifici di servizio come la Barchessa. Dall'altra parte, alle spalle della Barchessa, lo spazio urbano mantiene la sua frammentazione di linguaggi e forme, nella presenza dell'ampia superficie di verde pubblico inutilizzato identificabile in Piazza Marconi (comparto C); la presenza della Via I Maggio, carrabile, lacera ulteriormente l'assetto complessivo, dividendo i comparti A e B dal comparto C, rappresentando un segno troppo netto di separazione. Data questa premessa, il filo rosso identificativo dell'intero apparato progettuale è naturalmente rintracciabile nella volontà di portare ad una riunificazione dell'area e ad una ricucitura del tessuto urbano, valorizzando il complesso come luogo di aggregazione della comunità, anche in vista di un auspicabile riutilizzo della villa e della Barchessa come sede di incontri e attività a carattere pubblico. La soluzione adottata prevede la realizzazione di ampie fasce di verde che possano essere utilizzate anche quotidianamente (ad esempio in relazione alla presenza della scuola materna), collegate per mezzo di una rete di percorsi pedonali ad una serie di piazze pavimentate che avranno il ruolo di ospitare le piazzole per il mercato settimanale. Come indicato dal bando, sono state proposte tre differenti soluzioni di diversa entità e peso urbanistico, per le qualiè stata però mantenuta un'impronta principale data proprio dal ricucito spazio pubblico, alternando poi il gioco di volumetrie delle nuove edificazioni in base al diverso grado di impatto ambientale richiesto: viene così proposta una netta distinzione funzionale delle aree, collocando il blocco degli edifici ad uso prevalentemente residenziale e terziario diffuso, sul fronte orientale del comparto A, lasciando che esso diventi l'elemento cardine della progettazione. L'edificio è stato progettato come un insieme di elementi modulari di circa 240 mq di superficie lorda (per 720 mc di volume) disposti in maniera decomposta sia a livello planimetrico che a livello altimetrico, così da creare una forma che pur mantenendo la linearità necessaria alla funzione di ricucitura del margine del lotto, avesse una deframmentazione tale da non creare una nuova quinta muraria che potesse percepirsi come un confine invalicabile. Il gioco di volume trova poi la sua definitiva espressione nelle terrazze scoperte, ma non aggettanti che richiamano il disegno e lo stile delle tipiche altane veneziane. Al piano terra del nuovo edificio, il portico che si sviluppa su un'altezza minima di 4 m, dà origine ad una piazza coperta in cui fluiscono le piazzole del mercato, senza soluzione di continuità con le aree propriamente scoperte, consentendo dunque la permeabilità visiva e fisica tra le diverse parti, pur garantendo al contempo il collegamento tra Via Matteotti e l'area del comparto C. Per quest'ultima area si prevede una nuova riqualificazione come spazio verde pubblico, con una soluzione planimetrica che strizzi l'occhio al passato storico del giardino della villa, con i suoi tagli geometrici e i suoi percorsi. Al di sotto del comparto edilizio A è previsto un parcheggio interrato di 131 posti auto, al quale si accede da una rampa collocata nello slargo fra le Vie Roma e Matteotti. Come già accennato, per quanto riguarda i comparti B e C è stato ipotizzato di ricreare l'ipotetica impostazione planimetrica della villa, ricreando da un lato il giardino e dall'altro un virtuale muro di confine della proprietà della villa individuabile nella realizzazione di un percorso pergolato, che si interrompe nel punto in cui inizia il viale padronale di accesso a Villa Majno. Il pergolato ha inoltre, nelle prime due ipotesi, lo scopo di uniformare i fronti degli edifici 5-6-7-8 del comparto B. Il "segno" del muro di confine prosegue anche a chiudere il nuovo parco/giardino del comparto C, con un linguaggio però differente identificabile nel filare di alberi che andrà a costeggiare Via Fermi. Tutti i percorsi previsti nell'area saranno di utilizzo esclusivamente pedonale, pur lasciando la carrabilità di quelli prossimi alle aree di mercato, così da garantire la percorrenza per i mezzi dei venditori ambulanti. Qui di seguito andiamo ad illustrare le tre soluzioni nel dettaglio, analizzando le differenze e le specifiche di ciascun approccio progettuale.
SOLUZIONE 1. Bassa densità
I comparti oggetto di questa prima ipotesi progettuale sono A e B. La soluzione richiesta dal bando prevede la demolizione degli edifici esistenti identificati con i numeri 2-3-4 presenti all'interno del comparto A, e la nuova edificazione di mq. 5500 di superficie netta di pavimento da realizzare all'interno dello stesso; l'altezza massima dei nuovi edifici non potrà superare i 13,00 metri, così come da norme di piano. Come già accennato l'impianto del progetto ruota sull'edificazione dell'edificio A, e su un'analisi attenta dello studio dei percorsi e delle aree a giardino, che creino un continuum spaziale dei diversi elementi, andando ad eliminare tutte quelle fratture urbane attualmente presenti. Lo spazio verde che viene così a crearsi, anche in relazione all'abbattimento degli edifici 3 e 4, permette la valorizzazione del fabbricato della scuola materna, che va a relazionarsi con la villa e con la barchessa, creando un nuovo margine edificatorio, ben visibile dalla piazza. In questa fase, sono stati previsti: 5500 mq, superficie netta di pavimento: circa 5280 mq, area piazzole per mercato: 3555 mq (compresi i percorsi pedonali), numero piazzole previste (dim.: 6 x 4 m): 121.
SOLUZIONE 2. Media densità
I comparti oggetto della seconda ipotesi progettuale sono ancora A e B, ma in questa fase si prevede la demolizione, oltre che dei fabbricati 2-3-4, anche del numero 1, la "Casa dei Cappellani", il recupero del cui volume permette l'aumento della previsione di nuova edificazione fino a mq. 7000 di superficie netta di pavimento da realizzare, sempre all'interno del perimetro del comparto A; l'altezza massima degli edifici non potrà superare i 13,00 metri. Come per la precedente soluzione, il punto forza rimane il nuovo fabbricato del comparto A, che data la sua struttura composta, può giocare nell'aumento dei volumi e dei piani, senza però che ne venga snaturata la natura tipologica o il disegno. In questo modo la variazione planimetrica e dunque di impatto ambientale al suolo, rimane invariata, come invariato rimane l'equilibrio tra vuoti e pieni che viene riproposto anche in facciata, con un gioco di aperture e finestrature mai ripetitivo e monotono. In questa fase, sono stati previsti: 7000 mq, superficie netta di pavimento: 6960 mq, area piazzole per mercato: 3800 mq (compresi i percorsi pedonali), numero piazzole previste (dim.: 6 x 4 m): 127.
SOLUZIONE 3. Alta densità
La terza ipotesi progettuale prevede la delocalizzazione di tutti i fabbricati a nord della villa, aggiungendo quindi alla demolizione dei fabbricati del comparto A anche quella degli edifici del comparto B (5-6-7-8). Dovrà essere prevista la nuova edificazione di mq. 9500 di superficie netta di pavimento distribuita tra i comparti A e C. In questo caso, così come da richiesta, sono state previste due soluzioni: la prima con una maggiore distribuzione di volume a terra per un'altezza massima di 13 metri, e la seconda con uno sviluppo in verticale fino a massimo 31 metri. In questo modo i tre edifici principali dell'area: la villa del Majno, la Barchessa e la Scuola, possono tornare ad essere percepiti nella loro tridimensionalità, recuperando i rapporti visivi che in passato esistevano tra gli stessi. Il valore storico dei tre edifici viene ulteriormente rafforzato dalla scelta di mantenere inalterato il segno architettonico di tutte le nuove edificazioni, che restano così sempre riconoscibili ed identificabili nella loro uniformità e contemporaneità di linguaggio: così, il disegno già visto per il fabbricato del comparto A viene riproposto nel comparto C, nelle sue due varianti. I volumi ed i piani, i pieni e i vuoti, tutto si scompone e ricompone a rispondere alle due diverse esigenze: da una parte uno sviluppo planimetrico maggiore, che si apre in corrispondenza dell'asse ottico che traguarda la villa; dall'altra un edificio che si connota per la conformazione altimetrica, differenziandosi dunque nel tessuto urbano esistente, ma la cui dislocazione marginale vuole richiamare alla memoria la presenza di quelle torri campanarie proprie di alcune realtà delle vecchie piazze medievali. In questa fase, sono stati previsti: superficie netta di pavimento: 6960 mq (Comparto A) e 2400 mq; (Comparto B), per un totale di 9360 mq; area piazzole per mercato: 3800 mq(compresi i percorsi pedonali), numero piazzole previste (dim.: 6 x 4 m): 127.